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L’art. 1362 sulle intenzione dei contraentiNell’interpretare il contratto, si deve indagare quale sia stata la comune intenzione delle parti e non limitarsi al senso letterale delle parole (cfr. di recente Cassazione Civile Sez. II, 13 maggio 1998 Sentenza n° 4811, la cui massima recita:
«Contratti in genere – Interpretazione – Letterale – Carattere primario»
«Nella ricerca della comune intenzione delle parti contraenti ex art. 1362 cod. civ., il primo e principale strumento dell’operazione interpretativa è costituito dalle parole ed espressioni del contratto. Per determinare la comune intenzione delle parti, si deve valutare il loro comportamento complessivo anche posteriore alla conclusione del contratto».
L’interpretazione complessiva delle clausole
Le clausole del contratto si interpretano le une per mezzo delle altre (art. 1363 cod. civ.), attribuendo a ciascuna il senso che risulta dal complesso dell’atto.
Gli effetti della trascrizione
Gli atti enunciati nell’art. 2643 Codice civile non hanno effetto riguardo ai terzi che a qualunque titolo hanno acquistato diritti sugli immobili in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione degli atti medesimi. Seguita la trascrizione, non può avere effetto contro colui che ha trascritto alcuna trascrizione o iscrizione di diritti acquistati verso il suo autore, quantunque l’acquisto risalga a data anteriore.
Gli effetti della trascrizione (art. 2644 cod. civ.) hanno la funzione di dirimere i conflitti tra più aventi causa dallo stesso dante causa.
La trascrizione, cioè, ha di regola solo efficacia dichiarativa; l’atto è perfettamente valido ed efficace tra le parti e il fine della trascrizione è di renderlo opponibile ai terzi.
L’art. 2704 e la data della scrittura privata nei confronti dei terzi
La data della scrittura privata, della quale non è autenticata la sottoscrizione, non è certa e computabile riguardo ai terzi, se non dal giorno in cui la scrittura è stata registrata o dal giorno della morte o della sopravvenuta impossibilità fisica di colui o di uno di coloro che l’hanno sottoscritta o dal giorno in cui il contenuto della scrittura è riprodotto in atti pubblici o, infine, dal giorno in cui si verifica un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l’anteriorità della formazione del documento.
La data della scrittura privata che contiene dichiarazioni unilaterali non destinate a persona determinata può essere accertata con qualsiasi mezzo di prova.
Per l’accertamento della data nelle quietanze, il giudice, tenuto conto delle circostanze, può ammettere qualsiasi mezzo di prova.
La classificazione del contratto di assicurazione
Il contratto d’assicurazione appartiene alla categoria dei contratti consensuali, perché prende origine esclusivamente dall’accordo tra assicuratore e assicurato senza altre formalità.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Contratto#Le classificazioni dei contratti.
Secondo il nostro Codice Civile (artt. 1882 e 1917) l’assicurazione è quel contratto con il quale l’assicuratore, dietro il pagamento di un premio, si obbliga:
a rivalere l’assicurato del danno ad esso prodotto da un sinistro (art. 1882 Codice Civile);
a tenere indenne l’assicurato quale civilmente responsabile di quanto questi deve pagare per danni arrecati a terzi (art. 1917 Codice Civile);
a pagare una rendita o un capitale al verificarsi di un dato evento attinente alla vita umana (art. 1882 Codice Civile). In tale articolo si definisce assicurato come la parte a cui si riferisce l’evento ed è il titolare dell’interesse protetto. Solitamente, si confonde specialmente nel linguaggio comune la fattispecie di “assicurato” impropriamente con contraente e beneficiario. Il contraente è colui che stipula il contratto e il beneficiario è il titolare del diritto alla prestazione (il contraente può nominare se stesso come beneficiario ma specialmente nell’assicurazione vita spesso ci si riferisce ad un terzo).
L’efficacia del contratto ex art. 1372
Il contratto ha forza di legge tra le parti. Non può essere sciolto che per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge. Il contratto non produce effetto rispetto ai terzi che nei casi previsti dalla legge.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Contratto#Efficacia dei contratti.
Vale la pena ricordare che, laddove le polizze d’assicurazione prevedano per l’anticipata risoluzione del contratto il pagamento di un’indennità, ciò non significa per nulla che la risoluzione può essere unilaterale, occorre sempre e in ogni modo il consenso di tutte le parti coinvolte.
La proposta di assicurazione è irrevocabile per 15 giorni e il contratto si ritiene concluso solo quando l’assicuratore informa l’assicurato della propria disponibilità ad assumere il rischio.
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Autovettura
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
L’autovettura o automobile, comunemente chiamata con la forma contratta auto o popolarmente macchina, è un autoveicolo progettato e costruito per il trasporto privato di persone. Una parte rilevante della sua struttura o carrozzeria, di conseguenza, è dotata di sedili, quello del conducente e quelli dei viaggiatori.
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Indice
1 Storia
2 Descrizione generale della categoria
3 Principali tipi di autovetture
3.1 Berlina
3.2 Due volumi
3.3 Monovolume
3.4 Familiare (o giardinetta o “station wagon”)
3.5 Coupé
3.6 Decappottabile
3.7 Spyder (Roadster)
3.8 Veicolo multiuso (o monovolume grande)
4 Voci correlate
5 Altri progetti
Storia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell’automobile.
Dopo i progetti rinascimentali e il prototipo settecentesco di Cugnot basato sul vapore, l’automobile come mezzo di trasporto valido e alternativo alla trazione animale si affermò nell’Ottocento. Per la sua propulsione furono utilizzati numerosi e diversi motori con vari sistemi di alimentazione finché, dopo la prima guerra mondiale, il motore endotermico e la benzina si imposero dovunque su tutti gli altri. Anche esteticamente l’automobile si sviluppò dai primi carri e carrozze direttamente derivati dai veicoli trainati dai cavalli verso forme sempre più autonome, tendenti da un lato a sfruttare le caratteristiche aerodinamiche del mezzo e dall’altro a fornire sempre maggior comfort ai passeggeri. Nel corso del Novecento, i continui miglioramenti tecnici della componente motoristica e le altre innovazioni (gli pneumatici in particolare) non hanno comunque impedito l’elaborazione di progetti innovativi per i motori e i sistemi d’alimentazione delle automobili.
Descrizione generale della categoria
Normalmente le autovetture sono caratterizzate da tre volumi, detti anche vani: l’abitacolo (per il conducente e i passeggeri), la zona destinata ai bagagli (abbastanza contenuta) e il vano del motore. Ciascuna di queste parti può essere o non essere messa in evidenza dal profilo della carrozzeria.
Il numero dei posti può variare da un minimo di due a un massimo di nove, compreso quello del conducente. In alcuni casi i sedili sono permanentemente ancorati alla carrozzeria, in altri casi sono rimovibili. La movibilità dei sedili permette di armonizzare più efficacemente il trasporto di persone con l’occasionale necessità di trasportare delle cose.
La morfologia delle autovetture è abbastanza variabile.
Principali tipi di autovetture
Le immagini che seguono illustrano le forme più diffuse delle autovetture, sulla base delle indicazioni delle Norme ISO 3833:1977, a cui le stesse direttive comunitarie fanno tuttora riferimento.
La carrozzeria è un aspetto fondamentale dell’autovettura e ne permette una più facile identificazione. Le case costruttrici, tuttavia, sono costantemente impegnate a creare nuove forme e funzionalità per i propri autoveicoli, tanto che non sempre è facile ricondurli alle tipologie definite dalle norme.
Sotto ogni immagine è stato riportato il codice di carrozzeria corrispondente. Si tratta della sigla con cui, nell’ambito dell’Unione europea, vengono identificate le carrozzerie delle autovetture. Nelle carte di circolazione italiane (quelle in formato A4), tale codice è annotato nel campo J.2 del secondo quadrante.
Berlina
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Berlina.
Codice di carrozzeria (Direttiva 2001/116/CE): AA
In questa autovettura l’abitacolo e il bagagliaio non sono comunicanti fra loro: ciascuno di essi ha accessi indipendenti. Di solito, l’autoveicolo presenta due (o più) finestrini su ogni fiancata e quattro portiere. I posti totali sono normalmente 4 o 5, distribuiti su due file.
Questo tipo di carrozzeria è detto anche a “tre volumi”.
Due volumi
Codice di carrozzeria (Direttiva 2001/116/CE): AB
A differenza della precedente, in questa autovettura le portiere possono anche essere due e il vano per i bagagli non è completamente separato dall’abitacolo, ma risulta più facile l’accesso dal portellone posteriore. Viene utilizzata questa configurazione soprattutto nel campo delle vetture medio piccole, è quindi utilizzata nella maggior parte delle utilitarie, per poter fornire una maggiore elasticità di carico e poter ospitare, a seconda delle necessità, un maggior numero di passeggeri oppure ridurne il numero a favore di una maggiore volumetria del piano di carico.
Rientrano in questa categoria anche gran parte dei fuoristrada e dei SUV.
Monovolume
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monovolume.
Quasi sempre dotata di quattro portiere, la sua forma è fortemente influenzata dal vano bagagli come nella due volumi; rispetto a quest’ultima si differenzia per l’altezza molto più pronunciata e paragonabile a quella delle SUV. Le altre misure di ingombro differiscono poco da quelle delle normali berline e coupé.
Familiare (o giardinetta o “station wagon”)
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Station wagon.
Codice di carrozzeria (Direttiva 2001/116/CE): AC
Quasi sempre derivata da una berlina, la familiare ha, di solito, un profilo abbastanza allungato, dovuto al fatto che il vano per i bagagli è più ampio di quello che caratterizza la ‘due volumi’. Le portiere laterali sono 4 e su ciascuna fiancata possono essere presenti più di 2 finestrini. Nella parte posteriore si trova un portellone.
I posti totali a sedere, in genere, sono 5, ma possono anche arrivare a 7.
Coupé
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Coupé.
Codice di carrozzeria (Direttiva 2001/116/CE): AD
Caratterizzata da una linea sportiva, slanciata e filante, questa autovettura è spesso concepita per due persone, ma sono sempre più frequenti i modelli con posti a sedere anche posteriori, per quanto solitamente definibili “di fortuna”.
Decappottabile
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cabriolet.
Codice di carrozzeria (Direttiva 2001/116/CE): AE
La caratteristica rilevante delle decappottabili è il tetto in tela o in materiale rigido (hard-top) che, all’occorrenza, può essere ripiegato nella parte posteriore per scoprire l’abitacolo. Inoltre da qualche anno si utilizza anche come materiale il cristallo, in modo da dare anche con il tetto chiuso la sensazione di essere “open-air”.
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Fondo pensione aperto
Programma Gestione Polizze Assicurative
CHIMP è la piattaforma software completa per la gestione delle polizze per i broker assicurativi e gli agenti plurimandatari.
Il fondo pensione aperto è uno strumento di previdenza complementare.
I fondi aperti sono creati e gestiti da banche, assicurazioni, Sgr e Sim e poi collocati presso il pubblico. Vi possono aderire lavoratori autonomi, liberi professionisti e lavoratori dipendenti. Possono altresì aderire i familiari a carico dei lavoratori nonché non lavoratori.
L’adesione può avvenire in forma individuale o, se il Regolamento del Fondo lo consente, su base collettiva. In quest’ultimo caso si è in presenza di un accordo tra il Fondo e l’azienda, relativo alle modalità e ai termini di contribuzione degli aderenti.
I Fondi Pensione Aperti sono fondi a contribuzione definita e di conseguenza le prestazioni non sono determinabili a priori, ma dipendono dai contributi versati (oltre che dal rendimento degli strumenti finanziari, dal regime fiscale applicabile, ecc.)
L’adesione ai Fondi Pensione è incoraggiata da agevolazioni fiscali. Relativamente alla contribuzione, è prevista la deducibilità dei contributi a carico del lavoratore e a carico dell’azienda fino al limite massimo di € 5.164,57. Un regime ancora più favorevole è applicato ai lavoratori di prima assunzione a partire dal 01 gennaio 2007.
Per vigilare sulla regolare amministrazione di questi fondi è stata istituita una Commissione controllata dal Ministero del lavoro (COVIP – Commissione di vigilanza sui Fondi Pensione) perché, mentre nel regime utilizzato dalla previdenza di base la contribuzione prelevata dal reddito da lavoro viene subito spesa per pagare le pensioni, con una sorta di solidarietà tra generazioni, quella versata per un fondo pensione integrativo finisce nel mercato dei capitali, dove prudenza e lungimiranza sono d’obbligo. Si richiede, quindi, trasparenza anche nelle modalità di offerta del prodotto derivante da questo risparmio.
Collegamenti esterni
TuaPensione.it Guida sul TFR e i fondi pensione.
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Premio per il rischio
In economia, il premio per il rischio è la differenza tra il valore atteso di una lotteria (variabile casuale) rischiosa e l’ammontare certo (detto certo equivalente) che un individuo sarebbe disposto ad accettare al posto della lotteria rischiosa.
Programma Gestione Polizze Assicurative
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Descrizione
In termini della teoria dell’utilità attesa, il premio per il rischio associato a una lotteria \tilde{x} da un individuo dotato di funzione di utilità \ u(\cdot) è un valore \ \pi tale che:
\pi = \mbox{E}[\tilde{x}] - C(\tilde{x};u)
dove C(\tilde{x};u) denota il certo equivalente della lotteria \tilde{x}, definito dalla relazione:
C(\tilde{x};u)=u^{-1}(\mbox{E}[u(\tilde{x})])
e \mbox{E}[u(\tilde{x})] altro non è che l’utilità attesa che l’individuo deriva dalla lotteria \tilde{x}.
In termini meno formali, un individuo per il quale il rischio non ha nessuna importanza assegna alla lotteria \tilde{x} una utilità pari al suo valore atteso \mbox{E}[\tilde{x}], così che il premio per il rischio è pari a 0. In generale, tuttavia, il rischio ha una qualche rilevanza per la valutazione di una lotteria da parte di un individuo; in particolare, un individuo avverso al rischio richiederà una compensazione per il rischio che corre accettando la lotteria \tilde{x}, al di là del valore atteso di \tilde{x}. Tale compensazione è, appunto, il premio per il rischio.
Nella finanza
Nell’ambito della finanza, esiste una ulteriore nozione di premio per il rischio. In questo contesto, il premio per il rischio può essere definito come la differenza tra il rendimento atteso di una data attività finanziaria e il tasso d’interesse privo di rischio.
Nel caso di titoli di debito, esso è calcolato in base alla rischiosità di insolvenza del credito da parte della società emittente di un titolo obbligazionario, ed è noto come credit spread. In particolare, il premio per il rischio (il rendimento) aumenta all’aumentare della probabilità di insolvenza.
Nel caso di titoli azionari, è dato semplicemente dalla differenza tra il rendimento di un titolo, o un portafoglio di titoli, e il tasso d’interesse privo di rischio. La letteratura teorica dell’economia finanziaria utilizza il termine equity premium con riferimento al premio per il rischio dei titoli azionari.
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Alleanza Toro S.p.A. è una compagnia di assicurazioni con sede a Torino nata nel 2009 a seguito dell’incorporazione di Alleanza Assicurazioni all’interno di Assicurazioni Generali e della successiva fusione con Toro Assicurazioni.Nel settembre 2009 il primo Consiglio d’amministrazione della società nomina Luigi Amato Molinari (già presidente di Alleanza) presidente della nuova società, Luigi De Puppi (già presidente e amministratore delegato di Toro) amministratore delegato, Antoine Bernheim vicepresidente, mentre i direttori generali di Alleanza, Luigi Rizzuti e Sandro Panizza vengono confermati nello stesso ruolo all’interno della nuova società.
L’obiettivo di tale riassetto societario, così come dichiarato dalla capogruppo Generali, è quello di ottimizzare le risorse delle reti di entrambe le società consentendo alla rete di vendita di Alleanza, con i suoi oltre 1.200 punti vendita, di poter per la prima volta allargare il proprio listino prodotti con polizze di ramo danni, permettendo contemporaneamente a Toro di implementare le proprie vendite nel ramo vita grazie ai prodotti vita di Alleanza, che ad oggi detiene circa il 50 % del mercato vita italiano.
La fusione oltre ai suddetti obiettivi commerciali genererà sinergie per oltre 200 milioni di euro.
Principali Partecipazioni
Settore Assicurativo:
Lloyd Italico
Augusta Assicurazioni SpA – 100%
D.A.S. SpA – 50%
Toro Targa Assicurazioni – 99.1%
Settore Immobiliare:
I.S.I.M. SpA – 100%
Settore Credito al Consumo:
Consel SpA – 32,5%
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