Indice
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Chimpsoft Programma Polizze Windows Pratiche
Si parla di premio attuarialmente equo nel caso in cui p sia uguale a Π Si parla di copertura completa nel caso in cui q sia pari a dSupponiamo due eventi possibili:
Evento 1: assenza dell’evento negativo.
Evento 2: presenza dell’evento negativo.
Nel primo caso, il reddito dell’individuo sarà pari a: W_1 = w - pq
Nel secondo caso, il reddito sarà pari a: W_2 = w - d + q - pq
Poiché l’individuo razionale tende a scegliere una copertura completa, ossia un risarcimento integrale del danno subito, possiamo concludere che W_2 = w - pq = W_1 Questo risultato porta ad una situazione di annullamento del rischio per l’individuo: qualunque cosa accada, il suo reddito sarà sempre pari al reddito iniziale, diminuito del premio pagato.
Dal punto di vista dell’impresa di assicurazione, in una situazione di concorrenza perfetta (ossia in cui i profitti sono nulli) e in assenza di costi di transazione, vi è convenienza a stabilire un premio attuarialmente equo; infatti, indicando con n il numero di assicurati:
L’impresa paga risarcimenti per \Pi n q
L’impresa incassa premi per p q n
Quindi p q n -( \Pi n q)
Il che significa che se Π = p, il bilancio dell’impresa è in equilibrio e i profitti sono nulli.
Interazioni fra attori del mercato
La teoria economica modellizza tre principali tipi di interazione fra assicurato e compagnia di assicurazione:
moral hazard: comportamenti scorretti, simulazione di fatti che danno diritto all’indennizzo. Gli assicuratori si proteggono con la copertura parziale del rischio tramite franchigie e scoperti, clausole che premino i comportamenti corretti, per esempio escludendo il risarcimento in caso di scorrettezze.
adverse selection: tendono ad assicurarsi solamente i soggetti a più alto rischio, e pertanto il costo dei premi tende spontanemente ad allinearsi ai livelli massimi teorici. La contitolarità delle polizze, e l’obbligatorietà della sottoscrizione della polizza, consentono una diversificazione del rischio per le compagnie.
cream skimming: tendenza opposta delle compagnie a selezionare i soggetti col più basso profilo di rischio. Si riduce distribuendo il rischio a un pool di assicurazioni, che rispondono pro-quota limitatamente alla frazione del premio totale versato, ovvero con l’obbligo a contrarre col cliente a determinate condizioni.
L’asimmetria informativa in un mercato assicurativo
La situazione appena descritta si complica quando esistono due tipi di individui (es. di tipo A e di tipo B), che hanno probabilità diverse di incorrere nell’evento negativo.
In termini matematici quindi \Pi_A > \Pi_B
In caso di asimmetria informativa, l’impresa assicuratrice non è in grado di riconoscere gli individui A e quelli B: in questo caso l’impresa, per non andare in perdita, deve applicare un premio p medio, in cui \Pi_A > p > \Pi_B. Tuttavia, gli individui B non troveranno conveniente assicurarsi, poiché il premio p per unità monetaria risulta maggiore della probabilità che hanno di incorrere nell’evento negativo. Di conseguenza, gli individui B non si assicureranno, e sul mercato resteranno solo individui A.
A questo punto però, l’impresa di assicurazione per non andare in perdita deve aumentare il premio p in modo tale che p = \Pi_A e gli individui B saranno ancora più restii ad assicurarsi. Questo fenomeno, secondo cui il prodotto/consumatore cattivo “scaccia” quello buono è detto di selezione avversa.
Assicurazione sanitaria
Nel modello di sanità in vigore negli USA, le spese sanitarie sono totalmente a carico dei cittadini che possono stipulare una polizza per coprire almeno parte del rischio sanitario.
Oltre alla qualità di un sistema sanitario, sorgono polemiche sull’esclusione di quasi il 20% della popolazione dalla copertura sanitaria, la quale è un onere considerevole anche per il reddito medio degli americani.
Assicurazione RC auto
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Responsabilità Civile Autoveicoli.
Nei Paesi europei e negli Stati Uniti gli automobilisti sono obbligati a rinnovare annualmente l’assicurazione ai veicoli.
La Responsabilità Civile Autoveicoli (o RCA, o RCAuto) è una polizza assicurativa obbligatoria per veicoli a motore in circolazione nel territorio italiano, al fine di risarcire eventuali danni cagionati a terzi.
È sancita dalla Legge N° 990 del 24 dicembre 1969, la quale recita all’articolo 1:
I veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi non possono essere posti in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate se non siano coperti secondo le disposizioni della presente legge, dall’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi prevista dell’art. 2054 del C.C.
Voci correlate
Diritto delle assicurazioni
Sinistro
Riassicurazione
Polizza
Franchigia
Rischio
Danno
Premio assicurativo
Risarcimento diretto
Convenzione indennizzo diretto (CID)
Assicurazione dei crediti
Sindacato Nazionale Agenti di assicurazione (SNA)
Bancassicurazione
IVASS (Ex ISVAP)
Commissario di avaria
Comparatore di assicurazioni
Collegamenti esterni
Sito ufficiale dell’IVASS (Ex ISVAP)
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Conformazione della cabinaMentre in passato le cabine erano normalmente di carattere allungato per ospitare il motore davanti ad essa (cosiddetta cabina arretrata), la continua evoluzione della tecnica ha permesso di accorciarla continuamente, posizionandola al di sopra del vano motore (questa impostazione prende il nome di cabina avanzata); in questo modo si è ottenuta una maggiore lunghezza utilizzabile per il vano di carico retrostante senza andare ad aumentare l’ingombro complessivo del veicolo. Tuttavia, per molti anni i costruttori hanno mantenuto l’accesso al motore tramite un cofano apribile sito all’interno della stessa cabina, con accessibilità e posizione di lavoro abbastanza problematiche; anche la pulizia all’interno dell’abitacolo risentiva in maniera negativa nel caso di interventi meccanici, così come l’insonorizzazione del propulsore. Tale soluzione ha resistito per buona parte degli anni settanta, quando si diffusero le cabine avanzate completamente ribaltabili verso la parte anteriore del veicolo tramite martinetti idraulici; ciò ha consentito sia di sigillare completamente la cellula abitativa rispetto alla meccanica sia di garantire un’accessibilità pressoché totale non solo al propulsore, ma anche ad altri organi meccanici, in quanto il veicolo si “scopre” nella parte anteriore per tutta la sua larghezza. Una caratteristica che questa tipologia di cabina ha imposto è la necessità di utilizzare un comando del cambio sfilabile, per garantire il ribaltamento della cabina, ma alcuni costruttori non fissano la leva dentro l’abitacolo, ed essa rimane solidale con la barra che la unisce alla scatola del cambio. Il ribaltamento della cabina è generalmente effettuato con una piccola pompa idraulica azionata manualmente all’esterno (quasi sempre posta sul lato sinistro subito dopo l’asse anteriore), anche se in alcuni veicoli particolarmente accessoriati è presente un comando elettrico. Durante la manovra di ribaltamento, la cabina viene sollevata fino ad un certo angolo, dopodiché prosegue la corsa per effetto del suo peso, analoga situazione si ha nella fase opposta; poiché la fascia paracolpi rimane fissa, un apposito meccanismo garantisce l’apertura automatica di un eventuale mascherina anteriore, altrimenti essa si romperebbe a causa dell’angolo di ribaltamento raggiunto dall’abitacolo. Anche il sistema di molleggio della cabina ha conosciuto una notevole evoluzione, passando da semplici tamponi in gomma (i cosiddetti “silent-block”) fino ad arrivare ai moderni impianti di sospensione dotati di quattro molle ad aria, ammortizzatori, barre stabilizzatrici e correzione automatica dell’assetto, che garantiscono ovviamente un notevole grado di comfort; tra questi due estremi esiste una certa varietà di soluzioni, dalla sospensione completamente meccanica a quella mista (meccanica-pneumatica), con o senza correttore dell’assetto.
Anche l’aerodinamica è sempre più considerata e la cabina moderna presenta delle linee molto più arrotondate rispetto al passato ed è anche usuale l’apposizione al di sopra di essa di appositi spoiler per deflettere l’aria al di sopra del vano di carico guadagnando nel coefficiente di penetrazione.
Gli specchietti di un autocarro
Per gli autocarri destinati ad un uso prettamente locale la cabina è relativamente ridotta e spartana ma per quelli destinati a lunghi viaggi l’allestimento interno comprende almeno un letto posizionato dietro (e/o sopra) il guidatore ed è molto spesso fornita di tutti i comfort necessari durante le soste notturne e nelle lunghe ore trascorse alla guida. Oltre all’impianto di riscaldamento invernale (spesso funzionante in maniera totalmente autonoma dal veicolo) e a quello di climatizzazione estiva è molto facile trovarvi frigorifero ed impianto televisivo; come è diventata usuale anche la possibilità di modificare la disposizione interna dei sedili in modo da trasformare l’ambiente di guida in un confortevole salotto, o in un funzionale ufficio viaggiante, durante le soste.
Un’altra caratteristica che si rileva spesso sulle cabine degli autocarri moderni è la fondamentale presenza, ai fini della sicurezza, di vetri molto ampi e di un gran numero di specchi esterni, diversamente orientati, per agevolare il controllo da parte dell’autista di tutti i vari ingombri dell’automezzo, sia in sede di manovra sia nell’uso su strada dello stesso.
Cruscotto di camion con cronotachigrafo a sinistra
Tra le norme di sicurezza che riguardano gli autocarri di massa superiore ai 3.500 kg vi è quella fondamentale in merito alle velocità e ai tempi di guida. A questi controlli è delegato il cronotachigrafo, obbligatoriamente installato a bordo del veicolo, solitamente a fianco della normale strumentazione di controllo, che annota su appositi dischi di carta giornalieri le velocità raggiunte dal camion e le ore di effettivo utilizzo alla guida. All’inizio del XXI secolo il normale cronotachigrafo a funzionamento meccanico è stato sostituito dalle moderne versioni elettroniche che memorizzano i dati non più su supporto cartaceo bensì su memoria digitale.
Il mancato rispetto delle pause di riposo (45 minuti, frazionabili in 15+30), previste al massimo ogni 4 ore e mezzo di guida continuativa, e la non osservanza delle obbligatorie 8 ore di fermo consecutivo dell’automezzo ogni giorno, fanno incorrere il guidatore in pesantissime sanzioni amministrative e al ritiro temporaneo della patente.
Anche l’elettronica è oggi molto presente nelle cabine dei camion, sia attraverso i computer di bordo forniti di sempre più funzioni destinate al monitoraggio del motore e dei consumi, sia con la presenza dei recenti navigatori satellitari GPS o attraverso evoluti sistemi di telefonia in viva voce che hanno affiancato se non sostituito gli apparati di ricetrasmissione (i famosi CB) di una volta.
Telaio e motore
I telai dell’autocarro sono forniti di un numero di assi variabile, solitamente 2 o 3 per gli usi più comuni, e quello motore è in genere dotato di ruote gemellate. I più moderni sono corredati di sospensioni pneumatiche che provvedono ad un livellamento ottimale del mezzo indipendentemente dal carico trasportato e consentono anche un maggior comfort di marcia, non raggiungibile dalle soluzioni precedentemente adottate con sospensioni a balestre.
Gli autocarri moderni sono sempre più veloci anche grazie all’alleggerimento dei telai
Al telaio sono fissati il serbatoio del carburante, la ruota di scorta e le attrezzature accessorie destinate alla sicurezza, come gli estintori o i fermi da apporre sotto le ruote per evitare movimenti del mezzo. Inoltre sono quasi sempre presenti uno o più vani chiusi dove si possono stivare attrezzi di uso comune e accessori per il fissaggio dei carichi (cavi d’acciaio, cinghie ecc.).
I motori della produzione attuale sono rigorosamente diesel di varia cubatura, spazianti da quelli utilizzati sui veicoli leggeri (che derivano da quelli per la produzione automobilistica di serie) sino ai grossi motori che superano i 16.000 cm3 ed erogano potenze superiori ai 600 CV. Di questi tipi di propulsore esistono varie conformazioni, sia in linea che a V e la maggior parte sono dotati di turbocompressore.
I cambi montati sono abitualmente meccanici, multimarcia con la presenza delle marce ridotte per superare più facilmente le asperità. Il numero delle marce varia generalmente in funzione della massa del veicolo; in quelli leggeri è di 5 o 6 rapporti, come nelle autovetture, mentre nei veicoli di fascia media è possibile che al cambio base venga accoppiato un riduttore, in maniera da raddoppiare il numero di marce disponibili. L’azionamento del cambio è meccanico, a leva, mentre il riduttore è generalmente comandato da un pulsante posto sul pomello del cambio stesso. Nei veicoli pesanti, specialmente quelli adibiti al traino di rimorchi o semirimorchi, il cambio è tipicamente costituito da una scatola base, contenente in genere 3 o 4 marce più la retromarcia, un selettore di gamma ed un riduttore posti rispettivamente a valle ed a monte della scatola base; in tal modo si arriva a quadruplicare il numero dei rapporti disponibili. L’innesto delle marce della scatola base è in genere comandato tramite leva mentre il riduttore (tecnicamente denominato “splitter”) ed il selettore di gamma sono azionati con pulsanti posti sul pomello del cambio. Esistono pure sistemi di azionamento nei quali la leva è sostituita da un piccolo joystick e da alcuni pulsanti posti su di esso, mentre dei cilindri pneumatici azionano le forcelle di innesto marce; questo sistema consente un azionamento facile e confortevole, non esistendo collegamenti meccanici tra il comando e la scatola del cambio. Recentemente si sta affermando anche la presenza di sistemi con cambio automatico, che assumono varie denominazioni commerciali a seconda del costruttore del veicolo e che permettono un azionamento in completa sinergia con le effettive condizioni di marcia del veicolo; sono diffusi specialmente nei veicoli con potenza e coppia motrice molto elevati (recentemente si sono raggiunti i 730 CV di potenza massima e i 3500 nm di coppia massima), al fine di salvaguardare la catena cinematica da utilizzi inappropriati e/o da errori di guida.
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Le principali categorie di assicurazioneDa quanto esposto nei precedenti paragrafi si possono individuare due categorie d’assicurazione:
l’assicurazione contro i danni – in essa rientrano i contratti con i quali l’assicuratore risarcisce la diminuzione del patrimonio dell’assicurato in relazione al verificarsi di un evento dannoso. Tra tali eventi sono contemplati la distruzione, la perdita, il deterioramento di beni (assicurazione per i danni a cose); la diminuzione o la totale perdita della capacità di produrre reddito (assicurazione per i danni alla persona); la responsabilità dell’assicurato per i danni arrecati a terzi o a cose di terzi (assicurazione della responsabilità civile).
l’assicurazione sulla vita, ovvero le assicurazioni sulla durata della vita umana, dove l’assicuratore si obbliga a pagare un capitale ovvero una rendita quando:
sopraggiunge la morte dell’assicurato (assicurazione per il caso di morte);
l’assicurato raggiunge una determinata età (assicurazione per il caso di vita);
alla scadenza di un termine prefissato o in caso di morte dell’assicurato (polizze miste).
Requisiti necessari del contratto di assicurazione
Palazzo delle Assicurazioni Generali, Firenze
Art. 1882. Nozione.
L’assicurazione è il contratto col quale l’assicuratore, verso pagamento di un premio si obbliga a rivalere l’assicurato, entro i limiti convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro, ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana.
Un contratto d’assicurazione deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
è oneroso, l’assicuratore assume su di sé un rischio dietro pagamento di un premio,
è aleatorio, per entrambi i soggetti (assicurato e assicuratore) esiste l’incertezza dell’accadimento o non di un dato evento;
è soggetto ad un vincolo di reciprocità tra l’assicurato e l’assicuratore (Giudice di pace Sez. VI, 27 novembre 1999 Sentenza n° 6266: la massima recita:
«Clausole abusive – Polizza che riserva al solo assicuratore la facoltà di recedere in caso di sinistro – Nullità della clausola ma non del contratto – Nozione di consumatore».
«A seguito della legge 6 febbraio 1996 n° 52, con la quale sono state recepite nel nostro ordinamento le direttive comunitarie in materia di tutela dei consumatori, in taluni rapporti con categorie professionali sono state introdotte e regolate ulteriori ipotesi legali di clausole preventivamente inefficaci o nulle, in aggiunta a quelle configurate come onerose dall’art. 1341 Codice Civile con riferimento ai contratti cosiddetti “per adesione”; tra esse figura anche la clausola con cui viene riservato solo ad una parte il diritto di recesso facoltativo senza prevedere la reciprocità per entrambe le parti dell’esercizio di tale diritto. L’invalidità della citata clausola, da considerarsi “tamquan non esset”, non inficia però la validità del vincolo contratto tra le parti e quella della restante parte della disciplina negoziale; ne discende che è destituita di fondamento l’eccezione opposta all’assicurato che pretende di non pagare il premio dovuto sul rilievo della mancata previsione della possibilità di esercitare – a sua volta – il recesso in caso di sinistro, in quanto tale eccezione si basa su di un’arbitraria lettura di una clausola della quale si nega da una parte la sopravvivenza perché in contrasto con la normativa comunitaria e nel contempo se ne invoca l’applicazione a senso unico a favore del consumatore. Come chiarito dalle direttive comunitarie e secondo un’interpretazione razionale e protesa a cogliere lo spirito del sistema recato dall’art. 1469 Codice Civile, tra i soggetti destinatari da un lato e consumatori dall’altro, possono annoverarsi nella prima categoria anche gli Assicuratori e nell’altra anche i soggetti che vanno al di là della semplice persona fisica, come esemplificativamente i condominii, le associazioni, le persone giuridiche, ecc. Se è vero che il singolo contratto d’assicurazione possiede una connotazione aleatoria, è altrettanto vero che l’impresa assicuratrice opera invece secondo un rigoroso principio tecnico. I contratti d’assicurazione sono basati su un principio di probabilità statisticamente accertato».
Funzione del contratto di assicurazione
Il contratto di assicurazione contro i danni e la sua funzione indennitaria
Nelle assicurazioni contro i danni, il contratto d’assicurazione assume un carattere indennitario avendo lo scopo di garantire all’assicurato l’indennizzo di un danno subito, ovvero tutelare il proprio patrimonio dalle conseguenze economiche di un determinato evento. Alla luce di ciò, il danno rappresenta al contempo il presupposto ed anche il limite dell’assicurazione. Perché l’assicurazione abbia i suoi effetti è necessario che si verifichi un danno compreso tra quelli “garantiti” dalla polizza (= contratto), ma il danno rappresenta anche il limite massimo dell’indennizzo; questo perché nessun lucro o illecito arricchimento potrà mai derivare, all’assicurato, da un sinistro secondo il noto principio indennitario. Il principio in parola trova conferma in diversi articoli del Codice Civile:
Art. 1904. Interesse dell’assicurato. Il contratto d’assicurazione contro i danni è nullo (artt. 1418, 1895 Codice Civile) se, nel momento in cui l’assicurazione deve avere inizio, non esiste un interesse dell’assicurato al risarcimento del danno.
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Allianz SE, (già AG) è un’azienda di servizi finanziari con sede a Monaco, in Germania. L’attività principale del gruppo è l’assicurazione, di cui è uno dei maggiori gruppi in Europa.Indice
1 Storia
2 Management
3 Italia
4 Il logo Allianz
5 Sport
6 Note
7 Voci correlate
8 Altri progetti
9 Collegamenti esterni
Storia
Allianz è stata fondata a Berlino nel 1890[1] e ha trasferito la sua sede principale a Monaco di Baviera nel 1949.
Alla fine del diciannovesimo secolo apre una succursale a Londra. Dopo la Seconda guerra mondiale, le attività economiche riprendono gradualmente: apre un ufficio a Parigi verso la fine degli anni cinquanta e uno in Italia negli anni sessanta. Nel corso degli anni settanta l’espansione prosegue in Gran Bretagna, Olanda, Spagna, Brasile e Stati Uniti d’America. Nel 1986, Allianz acquista Cornhill Insurance PLC, compagnia assicurativa londinese, e una partecipazione in Riunione Adriatica di Sicurtà (RAS), compagnia di assicurazioni di Milano.
Nel 1990, Allianz inizia un’espansione in otto stati dell’Europa dell’est partendo dall’Ungheria. Nello stesso decennio, Allianz acquisisce Fireman’s Fund, un fondo monetario americano e una partecipazione in Assurances Generales de France (AGF) di Parigi. Queste acquisizioni furono seguite da un’espansione in Asia e dalla creazione di numerose joint ventures e acquisizioni in Cina e Corea del Sud.
Nel 2001, Allianz acquista Dresdner Bank, banca tedesca, formando Allianz Dresdner Asset Management che in seguito (2004) verrà denominata Allianz Global Investors.
L’8 febbraio 2006 gli azionisti di RAS approvano la fusione con Allianz. Come conseguenza di questa operazione il gruppo Allianz si converte in Società Europea (SE) il 13 ottobre 2006.
Dal 1 ottobre 2007 è presente in Italia con la denominazione di Allianz S.p.A., in cui ha conglobato le preesistenti compagnie Allianz Subalpina, Lloyd Adriatico, e RAS (ora divisioni commerciali della “casa madre”). Come conseguenza della fusione, mentre è rimasto immutato il marchio Allianz Subalpina, i precedenti marchi delle restanti due società si sono trasformati rispettivamente in Allianz Lloyd Adriatico e Allianz RAS.
Nel corso dell’agosto 2008[2] Allianz ha annunciato la vendita delle quote di sua proprietà di Dresdner Bank a Commerzbank, in larga parte in cambio di azioni. Come conseguenza di questa operazione, Allianz possiederà una quota rilevante del nuovo gruppo bancario Commerzbank/Dresdner.
Presenza del Gruppo Allianz nel mondo
Allianz è ora presente in più di 70 paesi con oltre 180 000 dipendenti. A capo di questo gruppo internazionale è posta la holding, Allianz SE. Il gruppo Allianz fornisce agli oltre 80 milioni di propri clienti un insieme di servizi assicurativi, finanziari e bancari. Al 31/12/2012 vanta una invidiabile Solvency ratio pari al 197%.
Management
Amministratori delegati:
1991-2003: Henning Schulte-Noelle
2003-presente: Michael Diekmann
Italia
Allianz SE è presente in Italia dal 1° ottobre 2007 con la denominazione di Allianz S.p.A.. In questa società sono state conglobate, trasformandole in divisioni commerciali, le preesistenti compagnie Allianz Subalpina, Lloyd Adriatico, e RAS.
Come conseguenza della fusione dal 1° ottobre 2007:
il marchio Lloyd Adriatico si è trasformato in Allianz Lloyd Adriatico;
il marchio RAS si è trasformato in Allianz RAS;
è rimasto immutato il marchio Allianz Subalpina;
RasBank, la Banca del Gruppo Ras che si avvale dei Promotori Finanziari (Financial Advisors), ha cambiato denominazione divenendo Allianz Bank Financial Advisors.
Fanno parte del Gruppo Allianz S.p.A.:
Genialloyd
CreditRas Assicurazioni e CreditRas Vita
Allianz Bank Financial Advisors
Investitori SGR
Fondazione UMANA MENTE
A partire da maggio 2013 Allianz un nuovo passaggio nel processo di integrazione: i tre marchi delle divisioni commerciali lasceranno il posto ad un unico marchio Allianz. Corrispondentemente anche le tre reti di Agenti si fonderanno in un’unica nuova entità.[3]
Il logo Allianz
Il logo di Allianz è l’evoluzione stilistica dello stemma dell’aquila imperiale, adottato dalla società fin dal 1890, anno della sua fondazione.[4]
Sport
Allianz ha acquistato i diritti sul nome dell’Allianz Arena, uno stadio di calcio nella zona nord di Monaco di Baviera, Germania, che è sponsorizzato da Allianz stessa. Dalla sua apertura avvenuta nel corso della stagione 2005-2006, nello stadio hanno giocato due squadre di calcio professionistiche: Bayern Monaco di cui Allianz è anche “Premium Sponsor” (fino al 2010) e TSV 1860 Monaco.
Allianz nel corso del 2006 ha acquistato la squadra calcistica polacca Gornik Zabrze.
Allianz a partire dal 2000 è sponsor del team di Formula 1 Williams F1.
Allianz a partire dal 2006 è sponsor del Comitato Paralimpico Internazionale (IPC)
Allianz ha acquisito i diritti sul nome del nuovo stadio di Nizza, Allianz Riviere appunto, in fase di costruzione e che sarà inaugurato a giugno 2013.
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